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IRAN: ONDATA DI ESECUZIONI
8 maggio 2009: sono 20 le esecuzioni praticate in Iran di cui Nessuno tocchi Caino ha avuto notizia nell’ultima settimana.

L’agenzia ufficiale Fars ha riportato che cinque persone sono state impiccate
il 6 o 7 maggio in carcere a Kerman.
I cinque sono stati individuati come "Saeed D.", "Sattar N.", "Mahmood M.",
"Majid P." e "Sarvar V.", tutti riconosciuti colpevoli di traffico di droga.
Altre quattro persone sono state impiccate all’alba del 6 maggio
nella prigione Evin di Teheran.
Si tratta di una donna e di tre uomini, riferisce la Fars,
che identifica la donna come Zeynab Nazarzadeh, 28 anni,
riconosciuta colpevole dell’omicidio del marito,
ed i tre uomini come Hamid, Safar Ali e Hassan Ali.
Il 5 maggio un uomo è stato impiccato per omicidio a Khash,
citta' della provincia del Sistan-Baluchistan.
Il giustiziato – scrive il quotidiano Jomhuri Eslami - si chiamava Abdolbaret Nurzehi.
Otto persone sono state impiccate il 2 maggio a Taibad, nella provincia nord-orientale del Khorasan.
Lo riferisce il sito internet del centro informativo della polizia iraniana.
Le esecuzioni sono avvenute alle 21 (ora locale) all’interno della prigione di Taibad.
Tutte e otto le persone giustiziate erano state condannate a morte per traffico di droga.
Il 5 maggio, il portavoce della magistratura iraniana ha confermato la notizia
secondo cui un uomo è stato di recente lapidato per adulterio
nella città settentrionale di Rasht.
“La lapidazione è stata effettuata nel mese iraniano di Esfand”,
che si conclude il 20 marzo, ha detto il portavoce Ali Reza Jamshidi.
Per la Resistenza Iraniana la lapidazione è avvenuta il 5 marzo
e riguarda un uomo identificato come Vali Azad, 30 anni,
dipendente del Dipartimento del Commercio e originario di Parsabat Moghan,
vicino al confine con l'Azerbaigian.
Secondo la Resistenza, “la sua esecuzione è avvenuta nella prigione Lakan a Rasht,
in seguito la magistratura locale si è rifiutata di restituire il corpo alla famiglia,
seppellendolo in una località segreta”.
All’alba del 1° maggio è stata impiccata Delara Darabi, nella prigione di Rasht.
La ragazza, di 23 anni, è stata giustiziata per la complicità in un omicidio
commesso nel 2003, quando aveva solo 17 anni,
senza che ne fosse data notizia al suo avvocato né alla sua famiglia.
Delara è stata impiccata nonostante un movimento di pressione internazionale
avesse ottenuto un rinvio dell'impiccagione.
Si era parlato di una sospensione di due mesi, rispetto alla data del 20 aprile
nella quale era stata fissata inizialmente l'esecuzione.
Invece è stata messa a morte dopo soli dieci giorni.
Mahmood Amiry Moghaddam, portavoce di Iran Human Rights,
sottolinea che l’impiccagione di Delara è l’ennesima violazione da parte
dell’Iran della Convenzione Onu sui Diritti del Fanciullo,
che vieta l’esecuzione di minori e che Teheran ha sottoscritto.
Per saperne di piu' :
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/05/05/AR2...


CASO DARABI: D’ELIA, BRUTALITA’ DEI MULLAH TOLLERATA DAI GOVERNI EUROPEI
3 maggio 2009: a seguito dell’esecuzione in Iran di Delara Darabi,
il segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“La brutalità del regime dei mullah di cui solo ora,
dopo l’impiccagione della giovane Delara Darabi,
molti sembrano accorgersi, non è solo colpa del fondamentalismo religioso iraniano,
è consentita anche dal silenzio e dalla tolleranza fino all’accondiscendenza
dei governi europei, quello italiano per primo, che sono succubi del ricatto politico,
commerciale ed energetico del regime iraniano.
Invece di riconoscere e tentare di impedire la minaccia alla pace
e alla sicurezza mondiale e quella, molto più evidente, quotidiana,
reiterata e praticata da decenni dal regime di Teheran nei confronti
del suo stesso popolo, l’Europa, addirittura, lo accredita come parte
della soluzione dei problemi in Medioriente,
essendone invece il problema principale.”
Con almeno 350 impiccagioni effettuate nel 2008
e le almeno 140 nei primi quattro mesi di quest’anno,
l’Iran è secondo solo alla Cina in termini assoluti quanto a numero di esecuzioni,
ma è il primo paese boia del mondo in rapporto alla popolazione.
Con gli almeno 13 minori giustiziati nel 2008, l’Iran è l’unico paese al mondo
ad imporre la pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di 18 anni
al momento del reato, fatto che pone l’Iran in aperta violazione
della Convenzione sui Diritti del Fanciullo che pure ha ratificato.
Non solo impiccagioni, in almeno due casi nel 2008, è stata praticata anche la lapidazione
e vi è stato anche il caso di persone condannate a essere buttate giù da una rupe chiuse in un sacco.
Per saperne di piu' :
http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8030437.stm

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